Il divieto della reciprocità

Quando si parla di autostima, spesso non si discute minimamente sulle cause per le quali la si perde o si riduce. Lasciando un attimo da parte il discorso su cosa sia l'autostima, dando per scontato che a grandi linee lo si sappia, prendo in considerazione uno dei temi che sicuramente è conseguenza e causa della sua mancanza o basso livello.
Alcune cause della bassa autostima sono facilmente riconoscibili, come sofferenze in età infantile, messaggi mortificanti da parte dei genitori o insegnanti e rifiuti e scherno da parte di coetanei. Altre sono più difficili da individuare e passano spesso inosservate, ma identificare la causa dell'umiliazione è sicuramente un ottimo passo avanti per iniziare a superarla e rendersi conto che non sempre siamo totalmente responsabili di ciò che proviamo, dunque la "colpa" non è nostra.
Gli scambi tra persone sono regolati da una sano principio di reciprocità: se un amico ti fa un regalo, tu ricambi con un dono di egual valore e se ricevi dei doni che non puoi contraccambiare è probabile che ti senta in debito...
Giovanna è una giovane donna sposata con due bei bambini. E' una mamma lavoratrice e si prodiga per la sua famiglia. Quando i suoi suoceri vanno a mangiare da lei e da loro figlio, arrivano sempre carichi di cibo: verdure e frutta rigorosamente BIO, stufato di pollo cucinato a puntino, dolce fatto in casa. Tutto in abbondanza così ciò che resta si può conservare e mangiare anche nei giorni successivi della settimana (così non c'è bisogno di cucinare di nuovo!). Peccato che persone così premurose non intuiscano perché Giovanna è sempre più a disagio davanti loro. La scena si ripete e lei non riesce a manifestare il suo malcontento, del resto come si fa a ribattere contro qualcuno "così generoso e gentile"!? E tutto quello che i suoceri portano è così delizioso che sarebbe un peccato rifiutarlo. Perfino i bambini preferiscono la cucina della nonna, quel pollo così succulento e cucinato alla perfezione. Incapace di esprimere il suo disagio, Giovanna perde fiducia nelle sue doti di padrona di casa e di cuoca. I suoceri sono pieni di buone intenzioni ma rifiutando la reciprocità, sembra quasi che le comunichino "Tu non sei capace di cucinare come si deve e non fai mangiare i tuoi figli come dovrebbero". Se ogni tanto apprezzassero la cucina di Giovanna con qualche complimento ed evitassero di portare sempre loro da mangiare, lei non si sentirebbe bloccata da questo senso costante di inferiorità.
Chi dà agli altri si sente ricco e potente mentre, al contrario, chi ha soltanto il diritto di ricevere si sente debitore, inferiore, povero.
«Quando tra due persone non c'è equilibrio, la legge della reciprocità viene violata, generando sottomissione e dipendenza in chi ritiene di avere meno da offrire.»
Spesso chi "dona" non agisce in malafede e pensa di fare solo del bene. Anche il loro è un modo personale di gestire la mancanza di autostima. Infatti prendiamo come esempio la storia di Anna. Anna è una donna molto generosa, preferisce dare molto e ricevere poco o nulla. Dice di dare per il semplice piacere di dare e non si aspetta nulla in cambio. Quando qualcuno cerca di farle un regalo o un favore si spaventa: essendo abituata a dare e mai a ricevere, si sente terribilmente a disagio. Fin da bambina ha dovuto donare per essere amata e prodigarsi per gli altri per ricevere un po' di affetto. Ora, anche da adulta, dà per farsi accettare. Questo atteggiamento la fa sentir bene; ricevere, al contrario, la intimidisce.
Chiaramente anche nel suo caso, c'è bisogno di rendersi conto dell'importanza della reciprocità e lavorarci su. Dunque «prestiamo attenzione alla reciprocità nelle nostre relazioni», cercando di osservare, se ve ne siano, quei casi in cui non ci sentiamo degni di ricevere oppure ci viene "impedito" di ricambiare. «Parliamo schiettamente, esprimendo i nostri sentimenti, senza giudicare.»
- Citazioni tratte da: "Fidati di te" di Isabelle Filliozat.